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Ecco come mandare in “corto circuito” il green pass

Spieghiamo perché non può reggere il sistema green pass.

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MODELLO DIFFIDA PER SOCIETA’ ED ENTI PUBBLICI E PRIVATI


ISTRUZIONI: il modello può essere spedito personalmente dal dipendente, tramite pec a ciascuno degli enti indicati. Se non fosse possibile la trasmissione via pec, allora va inviata raccomandata postale a ciascun destinatario, nessuno escluso. In caso di inadempienza da parte del datore di lavoro ed enti notiziati, decorso il 15 ottobre 2021, va presentato ricorso d’urgenza in Tribunale con l’ausilio di un avvocato.


A seguire, nei prossimi giorni modulistica diffida:

  • Università
  • Scuole
  • Trasporti pubblici

Datori di Lavoro responsabili, se non chiedono il “tampone” a tutti i dipendenti, “vaccinati compresi”, ex art. 2087 c.c. e D.Lgs 81/2008

La responsabilità dei datori di lavoro

Il Datore di lavoro, sia esso pubblico che privato, non va esente da responsabilità se non richiede il tampone molecolare a tutti i dipendenti, ivi compresi i vaccinati.

E’ ormai dimostrato scientificamente, evitando qui di richiamare le innumerevoli pubblicazioni mediche di dominio pubblico, che anche i vaccinati, oltre che ad infettarsi, possono trasmettere il virus, causando la malattia ad altri, contribuendo anche significativamente alla formazione di varianti, potenzialmente ben più temibili del SARS COV-2.

Il datore di lavoro, che voglia evitare la propria responsabilità, che su di lui incombe in virtù del disposto ex art. 2087 c.c.:  “L’imprenditore e’ tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarita’ del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrita’ fisica e la personalita’ morale dei prestatori di lavoro”, necessariamente deve procedere all’adozione di tutte le dovute cautele previste dal Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro, D.Lgs 81/2008.

Il Testo unico citato, come risaputo, impone stringenti obblighi sul datore di lavoro, dirigenti, (art. 18), e medico del lavoro, (art. 25).

Ogni dipendente, che si senta messo in pericolo dall’inadempienza del datore di lavoro ha il diritto di intimare perentoriamente al medesimo di provvedere immediatamente all’adozione di tutte le misure necessarie che, allo stato attuale, non possono che essere la richiesta del tampone molecolare a tutti i lavoratori, compresi i vaccinati, essendo questo l’unico strumento in grado di dimostrare la non infettività del soggetto, all’opposto del green pass basato esclusivamente sulla vaccinazione.

Diffide e notifiche da effettuare

Il dipendente, dopo aver diffidato formalmente il datore di lavoro, i dirigenti, il medico aziendale e le rappresentanze sindacali, dovrà inoltrare una pec per conoscenza all’Ispettorato del Lavoro, al servizio di Igiene Pubblica dell’Ausl, così come ai Nas competenti.

Ricorso d’urgenza al Giudice

Se l’inadempienza dovesse perdurare, inevitabilmente, si creerebbero i presupposti per il ricorso d’urgenza in Tribunale.


Scuole e università: la responsabilità dei dirigenti scolastici, presidi e rettori

Gravi profili di responsabilità incombono anche sui Dirigenti scolastici, Rettori e Presidi che non aggiornano nel senso indicato i piani di sicurezza interni: è di tutta evidenza che, per la ragioni scientifiche sopra richiamate, la vaccinazione non è in grado di prevenire la contrazione del virus e la sua trasmissione, soprattutto in ambienti affollati.

Essi, senza alcuna tema di smentita, possono soggiacere a responsabilità diretta ex. art. 2043 c.c. e 28 Costituzione.

I genitori e gli studenti sono legittimati ad intimare ai richiamati responsabili l’adozione di tutte le necessarie misure, con notifica alle autorità competenti, (Ausl e Nas, in particolare).

A fronte di una possibile perdurante inerzia, anche in questo caso si legittima il ricorso d’urgenza al Giudice.



PREAMBOLO AL CODICE DEONTOLOGICO FORENSE
Nell’esercizio della sua funzione, l’avvocato vigila sulla conformità delle leggi ai principi della Costituzione, nel rispetto della Convenzione per la salvaguardia dei diritti umani e
dell’Ordinamento comunitario.


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