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Il ruolo delle Autorità di Pubblica Sicurezza nella gestione del green pass

Non solo i giudici possono essere chiamati in causa dai cittadini per far rispettare la legge, ma anche e soprattutto le Autorità di Pubblica sicurezza che hanno il dovere di intervenire quando richiesto.

Si tratta di una delle funzioni fondamentali loro attribuite dall’art. 1 del relativo Testo Unico di cui al R.D.L. n. 593/1927, a tenore del quale:

L’autorità di pubblica sicurezza…cura l’osservanza…delle leggi dello Stato”

Ovviamente sono tante altre le funzioni fondamentali svolte dalle Autorità di pubblica sicurezza, ma in questa fase storica l’azione citata appare essere preminente.

Gravi dissidi sociali possono, infatti, sorgere in virtù dell’introduzione pressoché generalizzata dell’obbligo del green pass.

È basilare tenere presente che la norma principe vigente in materia è il Regolamento Ue 953/2021, il quale, come ormai noto ed acclarato, al paragrafo 36 vieta qualsiasi discriminazione a carico di chi ha scelto liberamente di non vaccinarsi.

Tale precetto, ai sensi degli artt. 10 Cost. e 228 TFUE è direttamente applicabile nel nostro ordinamento giuridico quale norma sovraordinata e prevalente, rispetto ad altre leggi eventualmente con essa confliggenti.

Le norme chiaramente in contrasto con il Regolamento europeo sono recate dai seguenti provvedimenti legislativi:

  • D.L. 44/2021 in tema di vaccinazione obbligatoria sanitari;
  • D.L. 52/2021 in tema di green pass;
  • D.L. 105/2021 in tema di green pass;
  • D.L. 111/2021 in tema di green pass insegnanti e studenti;
  • D.L. 122/2021 in tema di estenzione vaccinazione obbligatoria al personale non sanitario;
  • D.L. 127/2021 in tema di green pass sui luoghi di lavoro.

I precetti recati da questi decreti legge ledono palesemente i diritti dei cittadini

Ciascun soggetto daneggiato, a fronte della illegittima applicazione delle norme testé citate, ha il diritto di chiedere l’immediato intervento delle autorità di pubblica sicurezza.

Tali Autorità e loro Ufficiali od Agenti, di converso, ai sensi dell’art. 1 del R.D.L. 593/1927, hanno l’obbligo di far rispettare la legge, che nel caso di specie non può che essere il Regolamento n. 953/2021.

Nell’ipotesi in cui i Dirigenti, Ufficiali ed Agenti di pubblica sicurezza si rifiutino di accogliere quanto richiesto, ovverosia decidano di dar corso ai decreti legge citati e non al Regolamento europeo 953 commetteranno il reato di cui all’art. 328 c.p., rubricato “omissione atti d’ufficio” il quale recita:

“Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere copiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l’atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a euro 1.032. Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa”.

Dall’esame della norma appena citata, si può desumere quanto segue:

  1. il pubblico ufficale o l’incaricato di pubblico sicurezza, in caso d’urgenza, deve intervenire senza ritardo, ad esempio perchè chiamato da chi è impedito l’ingresso nei luoghi di lavoro oppure ristoro, o dai genitori cui è impedito di accompagnare i propri figli al nido od a scuola, così come anche dagli studenti cui è pregiudicato l’ingresso all’università, ma gli esempi si potrebbero estendere anche ai viaggiatori a lunga percorrenza;
  2. in ogni caso, chiunque vi abbia interesse, (vedi i soggetti sopra citati a mò di esempio), può richiedere per iscritto che le autorità di pubblica sicurezza assumano tutte le più opportune iniziative affinchè la legge venga rispettata e l’Autorità deve provvedere o rispondere entro trenta giorni dalla richiesta.

Che cosa fare in concreto

Riassumendo, vanno poste in essere due tipologie di azioni:

Innanzirutto:

  1. è fondamentale, sin da subito, spedire, tramite raccomandata o pec, un “invito” alle Autorità di Pubblica sicurezza affinchè nell’esercizio delle loro funzioni vogliano vigilare sull’applicazione della legge, senza fare riferimento a situazioni specifiche ma richiamando alla loro attenzione che il Regolamento 953/2021 è norma primaria nel nostro ordinamento giuridico nei cui confronti Esse hanno l’obbligo di far osservare i relativi precetti ai sensi dell’art. 1 del R.D.L. 593/1927, (Testo Unico di Pubblica Sicurezza), astenendosi dal comminare ogni e qualsiasi sanzione in ragione della prevalenza della norma europea rispetto a quella interna. Le Autorità a cui occorre scrivere sono le seguenti:
    • Prefetto;
    • Questore
    • Sindaco
    • Comando Vigili urbani
    • Comando provinciale Arma dei Carabinieri
    • Comando provinciale Guardia di Finanza
    • Capitanerie di porto

Successivamente, in caso di bisogno urgente

2. ciascun cittadino che si trovasse pregiudicato dalla richiesta di applicazione del green pass ha il diritto di richiedere l‘intervento delle Forze dell’ordine affinchè il Regolamento europeo 953/2021 venga applicato e, nell’ipotesi in cui gli agenti intervenuti deponessero in senso contrario il cittadino, richiamato l’art. 1 del R.D.L. 593/1927, l’art. 10 della Costituzione, l’art. 228 TFUE ed il paragrafo 36 del Regolamento europeo 953/2021, deve chiedere di motivare per iscritto, ovverosia verbalizzare, la decisione assunta, avvertendo gli Ufficiali ed Agenti intervenuti che oltre a commettere i reato di cui all’art. 328 c.p., sopra commentato, il rifiuto di verbalizzazione integra, altresì, le fattispecie di reato, sanzionate, oltre che dall’appena richiamato art. 328, anche dai successivi artt. 476 e 479 c.p.

Greenpass: la strategia legale globale da mettere in campo

Premesso che chiedere il rispetto di un proprio diritto è…un diritto, preme sottolineare che la linea legale proposta con questo articolo deve essere valutata dal lettore anche in relazione alla Diffida da inviare al datore di lavoro ed entri preposti al controllo in tema di sicurezza aziendale ex. art. 2087 del c.c. e D.lgs 81/2008 (Testo Unico Sicurezza sul Lavoro).

Si tratta di una legittima strategia legale globale che:

  1. da un lato pone in rilievo la responsabilità dei datori di lavoro, specie se di grandi dimensioni, così come quella degli enti pubblici, scuole e strutture sanitarie, in tema di sicurezza aziendale, coinvolgendo gli enti pubblici incaricati dei controlli;
  2. dall’altro lato richiama l’attenzione delle Autorità di Pubblica sicurezza sulla loro fondamentale ed irrinunciabile azione a tutela della legalità

Necessità che ciascun cittadino si attivi personalmente

Ciascun cittadino che si ritiene leso nei propri diritti dalla normativa sul green pass, ha il diritto di agire legittimamente, chimando in causa le Forze dell’ordine, sul cui agire, va ricordato, si regge l’effettività dell’autorità statale.

Fac simili

  • FAC SIMILE dichiarazione a verbale per intervento Forze dell’ordine.


PREAMBOLO AL CODICE DEONTOLOGICO FORENSE
Nell’esercizio della sua funzione, l’avvocato vigila sulla conformità delle leggi ai principi della Costituzione, nel rispetto della Convenzione per la salvaguardia dei diritti umani e dell’Ordinamento comunitario.

10 risposte su “Il ruolo delle Autorità di Pubblica Sicurezza nella gestione del green pass”

Mia figlia per lavorare deve fare tre tamponi a settimana. Il suo datore di lavoro ha ammonito tutto che in caso di positività prenderá provvedimenti.

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Pregiatissimo Avvocato Mauro Franchi…
Un Sentito Grazie Ancora di Cuore Per le sue iniziative e per quello che sta facendo a tutela e difesa dei diritti sacrosanti sanciti dalla Ns Costituzione e Dalle Leggi Internazionali.
Sono Pienamente d’accordo con quanto lei ha scritto nel suo intervento nell’articolo …
Il ruolo delle Autorità di Pubblica Sicurezza nella gestione del green pass….
Visto come stanno realmente le cose e tenuto conto come anche stabilisce il DL 127/2021 che è il Datore di Lavoro tramite un suo incaricato motivato con atto di incarico scritto che deve controllare i suoi dipendenti …. credo si DEBBA FARE la stessa identica cosa IN PRIMIS con il proprio datore di lavoro Invitandolo ad adempiere il REG UE 953/2021 IL CONSIDERANDO 36 e contestualmente LA DIFFIDA dal voler mettere in atto la norma sul green pass del DL 127/2021 proprio perchè illeggittima e avvertendolo che in caso contrario si attiveranno tutte quelle tutele che le leggi sia nazionali che Internazionali ci consentono come ad esempio se fosse impedito l’accesso e la permanenza in azienda da parte dei lavoratori sforniti di green pass, pena il commettere il reato di violenza privata, per la quale l’art. 610 del codice penale prevede fino a quattro anni di reclusione.
Per riassumere quindi a mio umile avviso le operazioni da fare subito sono almeno due:
Inviare l’invito/diffida a a mezzo RACC AR – PEC CERTIFICATA
A FAR RISPETTARE IL REG UE 953/2021
sia al proprio DATORE DI LAVORO prima ancora
( Tutto Dipende Dalla Volontà Del Datore Di Lavoro – E tutto Nelle Sue Mani )
sia ALLE AUTORITA’ PREPOSTE:
Prefetto – Questore – Sindaco – Comando Vigili urbani – Comando provinciale Arma dei Carabinieri
Comando provinciale Guardia di Finanza – Capitanerie di porto
1) – Invio al proprio datore di lavoro a mezzo RACC/AR – PEC CERTIFICATA;
L’INVITO ad ADEMPIERE ED OSSERVARE IL REG UE 953/2021 IL CONSIDERANDO 36 e la DIFFIDA dall’astenersi dall’ ADEMPIERE LA NORMA DEL DL 127/2021 perchè illeggittima ed in netto contrasto con IL REG UE 953/2021.. ed in caso contrario qualora fosse impedito al Lavoratore senza green pass l’ingresso e la permanenza in azienda per lo svolgimento del suo lavoro che è chiamato a prestare sulla base di un regolare contratto di lavoro ( veda lei Avvocato Franchi e si configurano altri reati gravi perchè appunto si impedisce al lavoratore di svolgere il proprio lavoro ) LA DIFFIDA pena il commettere il reato di violenza privata, per la quale l’art. 610 del codice penale prevede fino a quattro anni di reclusione.
2) – Invio alle Autorità Preposte AL CONTROLLO sempre a mezzo RACC. AR – PEC CERTIFICATA:
Prefetto – Questore – Sindaco – Comando Vigili urbani – Comando provinciale Arma dei Carabinieri – Comando provinciale Guardia di Finanza – Capitanerie di porto ( aggiungo se il lavoro viene svolto in Aree Portuali o Aereoportuali come Aereoporti o porti di mare es Trieste – Malpensa – Genova.. ecc. ) l’INVITO A FAR RISPETTARE IL REG UE 953/2021. Nell’ipotesi in cui i Dirigenti, Ufficiali ed Agenti di pubblica sicurezza si rifiutino di accogliere quanto richiesto, ovverosia decidano di dar corso ai decreti legge citati e non al REG UE 953/2021 LA DIFFIDA che commetteranno il reato di cui all’art. 328 c.p., rubricato “omissione atti d’ufficio” avvertendo gli Ufficiali ed Agenti intervenuti che oltre a commettere i reato di cui all’art. 328 c.p., sopra commentato, il rifiuto di verbalizzazione integra, altresì, le fattispecie di reato, sanzionate, oltre che dall’appena richiamato art. 328, anche dai successivi artt. 476 e 479 c.p.
IN QUESTO MODO AGENDO SU DUE FRONTI PREVENTIVO NEI CONFRONTI DEL PROPRIO DATORE DI LAVORO E CURATIVO NEI CONFRONTI DELLE AUTORITA PREPOSTE SI PUO’ INNESCARE UN EFFETTO MECCANISMO A BOOMERANG A TUTELA DI TUTTI I LAVORATORI.

Nel contempo invece non sono d’accordo quando lei parla:
Greenpass: la strategia legale globale da mettere in campo
Premesso che chiedere il rispetto di un proprio diritto è…un diritto, preme sottolineare che la linea legale proposta con questo articolo deve essere valutata dal lettore anche in relazione alla Diffida da inviare al datore di lavoro ed entri preposti al controllo in tema di sicurezza aziendale ex. art. 2087 del c.c. e D.lgs 81/2008 (Testo Unico Sicurezza sul Lavoro).
Perchè se da una parte si chiede al datore di lavoro e alle Autorità preposte di non applicare il DL 127/2021 SUL GREEN PASS ( norma illeggittima ) e quindi di far rispettare il REG UE 953/2021 ( norma leggittima e di valore superiore prevalente ) non possiamo chiedere ad entrambi ( DATORI DI LAVORO E AUTORITA’ PREPOSTE ) di far rispetttare la stessa norma illeggittima sia ai Soggetti che presentano un green pass o da tampone o da vaccinazione o da guarigione DAL Sars-Cov-2..!!!!
Questa potrebbe essere una strada da percorrere COME SECONDA CHANCHE se entrambi i soggetti disapplicano il REG UE 953/2021 E APPLICANO IL DL 127/2021 ( COSA CHE A MIO AVVISO POTREBBE BENISSIMO ACCADERE VISTO L’ARIA CHE TIRA )
LE CHIEDO CORTESEMENTE DI VOLERMI FAR CONOSCERE LE SUE PERSONALI RIFLESSIONI E IMPRESSIONI PREGANDOLA DI VOLERSI ATTIVARE DA SUBITO PER PRODURRE LA MODULISTICA NECESSARIA ALL’INVIO DEGLI INVITI DI CUI SOPRA.
CORDIALI SALUTI.
CAPALDI GEOM CORRADO.

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Buona sera avvocato, è dell’ultima ora quanto sta capitando , inaudito, nelle scuole, arrivani i militari accomoagnati dal sindaci a Pescara è di questi giorni, in una scuola media e grazie alla direttrice scolastica, accompagnati dai militari, dal sundaci, i genitori noj esistoni, non vengoni assolutamente infirmati, i bambini piccoli non riescono a reagire, quelli grandi nij fanno nemmeno in tempo a paelare che li bucani!!! Hanno aperto in qyesto caso la palestra per….vaccinare i ragazzi!!!! Stanno facendo e faranno su larga scala con l’esercito, dalle scuole elementari fino alle superiori, in queste ultime stanno allestendo soprattutto in Emilia Romagna e Toscana dei veri camper dove convincono all’uscita delle scuole i ragazzi a salire per vaccinarli! La prego di informarsi su quanto sta accadendo, cisa devi fare per mio figlio chr frequenta la 3 liceo, devi scirtarlo a scuola??? Gli ho detto di noj farsu mettere le loro zampe addosso, di telefinarci immeduatamente, smdi chiamare i carabinieri, di andare dalla preside, ma anche questi sono collusi?? Ma stiamo scherzando!!!
Io devo tenere a casada scuola mio figlio perché stanni succedenfi cose inammissibili contro il volere dei genitori cintri il cinsrnsi privacy che te lo chiedevano per qualsuasi nonnulla, con tanti fi richieste firme entrambi i genitiori!!! Io non di più che dire, che fare. Io se toccano mio figlio li afuculo tutti!!!
Avrò un incontro con lei accordatomi, ma qui occorre muiversi in fretta, posso telefinarLe per una consulenza su questo fatto incredubile e pazzesco?

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mia figlia per poter lavorare, o meglio, per continuare a lavorare con un contratto che scade il 31/12/2021, nella ristorazione, è costretta a vaccinarsi… come dovrà comportarsi ?

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Io ho l’autocertificazione che fà riferimento alle direttiva europea 2361/2021 e al Regolamento Europeo 953/2021 art.10 comma 3, lo presento all’ingresso del luogo dove lavoro e se non mi fanno entrare richiedo l’intervento delle Forze dell’ordine , ho capito bene?

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Caro Avvocato, io sono solo contro tutti. Non ho timore alcuno , perché credo fermamente nella mia scelta e nei miei diritti,ma avverto la tristezza di essere incompreso e la reale possibilità di perdere il lavoro. Da noi non ci sono imprenditori ma padroni. Dal 15 p.v. inizio con la tortura dei tamponi…..

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