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SANITARI SOSPESI: COME COMPORTARSI AL PRIMO GENNAIO

Come noto, il D.L. 172/2021, all’art.1, riformula completamente l’art. 4 del D.L. 44/2021, avente ad oggetto l’obbligo vaccinale del personale sanitario.

Occorre premettere che i provvedimenti personali di sospensione, già in essere sulla base della vecchia disciplina, scadono il 31 dicembre 2021.

In virtù di ciò il personale sanitario può legittimamente riprendere servizio con l’inizio del nuovo anno, senza che possano essere comminate sanzioni amministrative o disciplinari, salvo adottare le cautele più oltre indicate.

Per poter sospendere ulteriormente queste persone è necessario avviare nei loro confronti la nuova procedura di cui all’art. 1 del D.L. 172/2021, a tenore del quale occorre riconoscere ai medesimi soggetti termini di circa 25 giorni nella loro massima estensione (5 + 20). Nel frattempo esse possono accedere al lavoro con tampone antigenico valido 48 ore.

Allarmate da questi possibili effetti le Ausl stanno invitando con circolari generali i sanitari sospesi a non presentarsi al lavoro, minacciando sanzioni e conseguenze disciplinari.

Si tratta, però, di un’interpretazione sbagliata che può comportare, addirittura, la perdita da parte del sanitario, della possibilità di impugnare la sospensione.

Infatti:

  1. il precedente provvedimento di sospensione ha cessato i propri effetti al 31.12.2021 e come tale non è più impugnabile al fine di revocare la sospensione, salvo la richiesta di emolumenti non pagati e risarcimento di danni economici ed esistenziali;
  2. inoltre, se ci si autosospende senza presentarsi al lavoro dal primo gennaio, mancherà un nuovo provvedimento di sospensione da impugnare.

Da quanto brevemente esposto appare chiaro che il soggetto che non si presenta al lavoro in concreto ed offrendo a tutti gli effetti la propria prestazione lavorativa, rimane senza tutela processuale.

In effetti la mancata introduzione di norme transitorie da parte del governo, fra vecchia e nuova formulazione dell’art. 4 del D.L. 44/2021, inspiegabile a prima vista, potrebbe trovare giustificazione proprio nell’obiettivo di togliere ai sanitari sospesi concrete possibilità di tutela legale.

Inoltre, incombe sugli Ordini professionali revocare motu proprio il provvedimento di sospensione, che se mantenuto oltre il 31.12.2021 esporrebbe i medesimi e loro organi a gravi responsabilità personali.

A tal fine è bene spedire nel lasso temporale che va dal 27.12 sino al 31.12 una pec o raccomandata ove si intima all’ordine l’immediata revoca della sospensione, dovendosi considerare, in ogni caso, ex lege, priva di effetti al primo gennaio. Tale richiesta va contemporaneamente inviata, con le stesse modalità, al datore di lavoro, offrendo la propria prestazione lavorativa, preannunciando la ripresa dell’attività con l’inizio del 2022, previa produzione di tampone rapido antigenico.


Per personale scolastico ed altri lavoratori, seguirà a breve analogo approfondimento.

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